La nostra è una storia che ha avuta una partenza sofferta.
Partenza iniziata con tanta buona volontà negli anni 70/80 del secolo scorso da altre persone, ma finita nel nulla per ragioni politiche.
Quelle stesse persone oggi ci stanno aiutando sia con suggerimenti, sia mettendoci a disposizione la documentazione raccolta negli anni.
Il sogno di tutte le associazioni del porto di Civitanova Marche, è quello di avere un luogo dove raccogliere gli oggetti della sua storia e raccontarli, è un sogno che si è cercato di realizzare diverse volte, ma alla fine si è sempre concluso con un nulla di fatto. Un giorno di fine estate 2023, una scossa morale scuote il porto e i suoi personaggi. Un boato di pulsioni esplode dalle pance e dalle coscienze delle persone che da sempre vivono il porto e ne conoscono le storie sino al non raccontabile.
Una voce che diventa un unico grido: dobbiamo fare il museo, il nostro museo, il
luogo che possa raccogliere la nostra storia, le nostre fatiche, i nostri pianti, le nostre gioie, i nostri successi. Siamo un popolo che ha una storia importante da raccontare, non dobbiamo solo ricordarcelo, ma soprattutto trasferirlo alle giovani generazioni.
Quel grido ha occupato la mia mente per qualche giorno. Cerco di non sentirlo, e
giro il porto parlando con i “vecchi”, con quelli che hanno vissuto la storia del porto con la loro vita, mi parlano, raccontano e mi dicono: “Fallo, molte cose sono andate perse, non perdiamo tutto, noi ci siamo”.
Penso che io non ho nulla da condividere con la storia di questo porto: perché mi dovrei invischiare in una faccenda che sarà lunga ed impegnativa? Risponde l’altra faccia del mio IO : “Ma come, da 35 anni dici che il porto è la tua seconda casa ed ora ti racconti che non è una tua faccenda? Uh… quanta ipocrisia!” Ho altro da fare. “Certo, tu hai sempre da fare, ma quello che vuoi metterti in testa per giustificarti, ti giustifica?” Crisi profonda. Due giorni di pensieri con me stesso e poi la decisione: va bene, facciamo il museo.
Non dovrà essere un mero deposito di oggetti o storie, ma un luogo diverso dall’usuale; un luogo sociale aperto soprattutto ai giovani, con sala conferenze, sale espositive per la formazione, a disposizione di tutte le persone che abbiano qualcosa da dirci. Dovremo essere capaci di spaziare tra opere famose e disegni di bambini, stampe, poesie, sculture, oggetti vari ed industriali e tutto ciò che serve a dare cultura, organizzando a ciclo continuo conferenze nei più svariati campi. La sala didattica dovrà e potrà servire a molteplici scopi formativi su diverse discipline. Avremo anche una sala di registrazione, in cui saranno raccolti i racconti dei nostri “vecchi” e non, dei quali mantenere il ricordo. Ci sarà un luogo ristoro, al fine di discutere in serenità quanto visto o ascoltato. Per incentivare la cultura, con la tessera annuale, una persona potrà entrare nel museo tutte le volte che vorrà. Il luogo dovrà essere apolitico.
Di questi miei pensieri ne parlo con alcuni amici, sono d’accordo e ciò mi spinge
nella decisione definitiva. Ci incontriamo un pomeriggio, siamo in 17, siamo tutti in
linea su quanto vogliamo fare, manca il nome al progetto, “Come lo chiamiamo?Museo ….. no!” Ci vuole un nome diverso, altri suggerimenti sono scartati. Risalta
una esclamazione: “D’amare” . Bella come esclamazione, ma manca qualcosa; le
battute si susseguono, alla fine nasce: Ricordi D’A MARE. Il nome comprende tutto: il tempo passato, la nostra vita, le cose che abbiamo avuto e che ancora oggi abbiamo a cuore. E dà uno spiraglio al domani.
Stiamo lavorando per farci conoscere. Ci hanno già donato tantissimi oggetti, alcuni sono vere rarità. Abbiamo iniziato una parte culturale in cui raccontiamo momenti passati.
Tre obiettivi sono importanti per raggiungere quello principale, che è la realizzazione del manufatto e la conseguente apertura del museo.
1) Le adesioni (più siamo e più contiamo): si ottengono con la compilazione di un
modulo prestampato ed il versamento di € 10,00 (quota annuale)
2) Il luogo: riteniamo di averlo trovato all’interno del porto
3) I soldi necessari all’investimento, sicuramente la cosa più importante:
stiamo seguendo un iter doveroso, e contiamo di poter avere la soluzione entro tempi ragionevoli
Ecco, questa, a tutt’oggi, è la nostra storia.
7 marzo 2024
Pier Luigi Cipolla
